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Guido Michieletti, uno dei veri “pezzi da 90” del CSI

Guido Michieletti, uno dei veri “pezzi da 90” del CSI

Si spendono molte pagine a parlare della vita di persone conosciute e che hanno ricoperto incarichi di grande visibilità. Quando scompare un uomo come Guido Michieletti, si rischia invece, all’opposto, di farlo uscire dalla nostra vita in modo silenzioso, chiedendoci come moderni Don Abbondio: “Carneade! Chi era costui?”; quasi che la maggiore o minore visibilità e fama di una persona ne determinassero l’importanza. Ma, come in un corpo gli organi più importanti sono invece quelli che dall’esterno non si vedono, così sono le persone come Guido, umile lavoratore dietro le quinte, sempre disponibile, vero spirito della più totale gratuità. E quando quell’organo, il più nascosto e invisibile, viene a mancare ecco che tutto il corpo ne soffre e non funziona più come prima.

Il servizio di volontariato, generoso, umile, animato dal puro amore per lo sport e per i giovani, che Guido Michieletti ha svolto per tanti anni sia nella sua società sportiva che nel Comitato CSI, descrive di lui invece il vero “pezzo da 90”, parte fondamentale del disinteressato cuore pulsante dell’associazione. Guido è l’emblema di quello che il nostro Presidente Nazionale Vittorio Bosio ha definito “il popolo delle transenne”, persone semplici e di animo buono, non inquinate dalla politica, dal potere e dal denaro, che spendono la loro vita in un servizio indispensabile: fare tutto ciò che serve perché una manifestazione riesca bene, che la gente sia contenta, che l’associazione faccia bella figura. Per far ciò, spesso serve svolgere i lavori più noiosi e meno gratificanti; posizionare le transenne, appendere le bandiere, portare le coppe o riparare una porta. Ovunque c’è bisogno di fare qualcosa che nessuno vuol fare, ecco arrivare gli “uomini delle transenne” che, come buoni padri di famiglia, fanno ciò che va fatto senza chiedere in cambio né compensi, né applausi, ma solo un semplice “grazie”.

In 35 anni di vita nel CSI ho ricevuto decine di offerte di persone che, ai vari livelli, si candidavano per ricoprire il posto di “direttore” o di “responsabile”; persone che prima di dirti cosa porteranno alla Associazione con il loro lavoro, ti chiedono invece quale compenso economico prenderanno. Non ho mai, e dico mai, ricevuto una candidatura per fare il volontario come Guido, e questo la dice lunga; ogni volontario che è arrivato è stato un dono di Dio inaspettato. Sei mesi fa, il CSI non ha fatto fatica a scegliere il nuovo Presidente Nazionale, anzi i candidati ufficiali erano ben due (e non parlo delle ambizioni di quelli ufficiosi che prima o poi salteranno fuori), perché dove c’è potere, visibilità e denaro c’è sempre la fila. Ma non ho mai visto, e dico mai, la fila di persone che ambiscono a spostare le transenne o a montare i campi da pallavolo o le porte di calcio. Sarà anche per questo, ma non solo, che alla fine il CSI ha scelto un Presidente che, magari senza una elegante ma spesso sterile eloquenza né un passato sui seggi parlamentari, proviene dalla vera gavetta dove ci si sporca le mani a spostare transenne. Eppure, senza questo popolo silenzioso e umile, di cui Guido Michieletti è stato una bandiera, nulla di ciò che facciamo si può fare, e anche il più roboante eloquio di Presidenti “mediatici”, si arena nella inutilità delle belle parole. Perché il CSI “si fa”, non “si dice”; nello sport ci si rimbocca le maniche e si fatica qualunque ruolo tu abbia: giocatore, allenatore, oppure dirigente e collaboratore.

Ecco, mi sembrava giusto salutare Guido, così repentinamente strappato alla vita, come merita: ringraziare Dio per avercelo dato e per avergli fatto vivere una vita semplice e buona, improntata concretamente e disinteressatamente sul bene degli altri: la famiglia, gli amici, le ragazzine della pallavolo o il nostro caro Comitato. Uomini così non ne nascono più e quelli che resistono sono sempre più anziani, mentre la fila dei mercenari e dei “cattivi maestri” si ingrossa di continuo; è per questo motivo che quando un uomo come Guido, un vero “pezzo da 90”, viene a mancare, il vuoto che lascia nel CSI e nella società tutta è, senza alcuna retorica, veramente incolmabile.

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L’autore - Chi è Marco Guizzardi

Marco Guizzardi

Vicepresidente provinciale, Consigliere di Presidenza Nazionale, Responsabile del Team Nazionale Innovazione e Tecnologia, Responsabile Nazionale Ufficio Rendicontazione Coni

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