Home | CSI in Italia | Assemblea nazionale: Vittorio Bosio si candida alla guida
Assemblea nazionale: Vittorio Bosio si candida alla guida

Assemblea nazionale: Vittorio Bosio si candida alla guida

Inizia la fase di avvicinamento verso l’assemblea nazionale del 11-12 giugno 2016. Oggi è giunta a tutti i Comitati la tanto attesa lettera con cui il Vice Presidente nazionale, il bergamasco Vittorio Bosio, annuncia la propria disponibilità a sostituire il presidente uscente Massimo Achini alla guida del CSI per il quadriennio 2016/20. Questo è il testo:

Carissime amiche e carissimi amici del Centro Sportivo Italiano, vi scrivo per comunicarVi che ho deciso di candidarmi, nell’ambito della prossima Assemblea elettiva nazionale in programma il prossimo 12 giugno a Roma, a Presidente nazionale.

La mia decisione è maturata definitivamente ieri sera, martedì 22 marzo, in occasione della riunione del Consiglio del Comitato regionale, alla presenza dei presidenti provinciali dei Comitati Csi della Lombardia. Si tratta di una decisione sofferta – chi mi conosce sa quanto sia stata drammaticamente sofferta – maturata però in un contesto di leale e franco scambio di opinioni iniziato ormai molto tempo fa. So bene, essendo io al termine del terzo mandato da Vice Presidente nazionale, che si tratta per me di un “passo avanti” molto impegnativo, carico di responsabilità a fronte di scenari complessi che richiederanno grandi attenzioni nel gestire il vasto mondo CSI, anche attraverso la costruzione di una “squadra” coesa e votata al servizio e al bene della nostra Associazione.

Fra le molte valutazioni che ho lungamente considerato, confrontandomi in profonde riflessioni con tanti amici, non solo del CSI, non posso dire cosa abbia prevalso e quale sia stato al termine l’elemento che mi ha fatto decidere per la candidatura. Tanti sono i perché che potrei tentare di riassumere in una unica frase: amo il Csi e non posso essere indifferente al suo cammino. Lo amo per quello che è stato, per quello che è, per quello che sarà. Lo amo perché da decenni permette la pratica sportiva ai più piccoli, ai giovani, agli adulti e agli anziani in un contesto educativo e formativo che si è andato rafforzando nel tempo. Spero di raccogliere un testimone ricco di valori, che merita rispetto e richiede un approccio umile e positivo. Ho infatti piena consapevolezza dei miei limiti e sono umanamente preoccupato di quello che mi aspetta, ma ho totale fiducia nella grande disponibilità a lavorare insieme dei tanti amici che strada facendo si sono confermati capaci di servire l’Associazione.

Ho fatto la scelta di candidarmi nella certezza che sia ancora possibile proporre e condividere una visione unitaria del futuro del Csi. Ho letto e ho sentito parlare in questi ultimi tempi di “maggioranze” e di “minoranze” e questo mi addolora. Vorrei che tornassimo, tutti insieme, a parlare solo del Centro Sportivo Italiano, del suo bene, del bene degli iscritti, dei praticanti impegnati in ognuna delle molteplici discipline sportive praticate sui nostri campi, nelle palestre, sui sentieri, perfino per le strade. Vorrei che condividessimo con orgoglio la qualità e la generosità dei dirigenti delle nostre società sportive. Così faremmo davvero il bene della società nella quale viviamo.

Certamente ha influito sulla mia decisione – che, ripeto, è stata molto sofferta – l’amichevole sostegno dei tanti che credono in me, perché attraverso il mio servizio ritengono che sia possibile continuare a sostenere un ideale di sport in cui le persone sono davvero al centro delle nostre scelte. Di fronte a tanta amichevole e fiduciosa insistenza ho pensato fosse ingiusto sottrarsi alla sfida di propormi alla guida del Csi dei prossimi quattro anni. Credo di aver testimoniato, nella mia lunga attività nel Comitato di Bergamo e nella Presidenza nazionale, che lo sport può essere strumento di educazione e di crescita umana. Ho maturato la certezza che siamo chiamati da un “imperativo ideale” che illumina dei valori cristiani il nostro orizzonte. Non so quanto si riuscirà a fare, ma ho la certezza che comunque valga sempre la pena di provare, con umiltà e rispetto, ad interpretarlo questo orizzonte come esperienza possibile in una Associazione retta da uomini di buona volontà.

Credo fermamente che la nostra Associazione abbia nel suo DNA la vocazione ad accogliere tutti e soprattutto gli “ultimi”, quelli che nessuno vuole e che spesso faticano a trovare un posto. In particolare ribadisco che, secondo lo stile pastorale meraviglioso e contagioso di Papa Francesco, non basti enunciare i principi ma si debba fare tutto quanto è umanamente possibile per concretizzare i valori nelle azioni del quotidiano. Lo stesso cristianesimo non è libera scelta della proposta di Cristo se non si realizza nella storia dell’umanità. Questo è lo spirito che vorrei condividere: far sì che la nostra Associazione continui a farsi carico del “bene” che ciascuno custodisce in sé per renderlo un patrimonio godibile e fruibile da tutti. Abbiamo lavorato tanti anni per un Csi che sia educativo, formativo, attento ai più deboli, aperto, solidale, visibile. Insieme, con il contributo di tante persone che si sono donate senza pensare a se stesse e al proprio tornaconto.

Il Csi era forte prima della crisi ed è ancora più forte oggi, dopo tanti anni di difficoltà sociali e di spaventose distruzioni della ricchezza economica, sociale e culturale del Paese. Non può essere un caso che la Chiesa ancora oggi riconosca al Centro Sportivo Italiano un ruolo grande nella elaborazione delle linee pastorali e nella realizzazione delle stesse sul territorio. La collaborazione, o meglio la condivisione, fra il Csi e il variegato mondo degli Oratori di tante iniziative è ulteriore testimonianza di un percorso ideale che, aperto in anni lontani, è diventato vigoroso e prodigo di frutti in questi nostri tempi. In queste ultime settimane che ci separano dall’elezione, chiedo a tutti il sostegno amichevole e sincero – che contempla anche la critica purché sia costruttiva – per i passi necessari a dare vita agli ideali in cui tutti crediamo.

Il tempo che ci separa dalla celebrazione dei lavori assembleari mi auguro possa essere utilizzato da tutti noi affinché ciascuno, nell’intimo della propria coscienza e nell’aperto del confronto tra amici, possa dichiarare la propria forma di disponibilità per servire l’Associazione negli anni che verranno.

La notizia ha raggiunto subito tutti gli angoli del Paese, ed è stata accolta dalla grande maggioranza della Associazione con gioia ed entusiasmo. “Conosco bene Vittorio Bosio, il suo amore sincero e disinteressato per il CSI e la sua rettitudine morale – dice con soddisfazione il Presidente del CSI di Ravenna Marco Guizzardi – e ritengo la sua candidatura un grande dono che ha fatto a tutti noi del CSI; già da tempo noi Comitati della Emilia Romagna avevamo condiviso unanimi la sua disponibilità, così come ha già fatto la Lombardia. Scende in campo contro un candidato come l’ex-presidente Donato Mosella – conclude Guizzardi – ma siamo certi che Bosio rappresenti al meglio l’identità attuale di un CSI che guarda al futuro e non al passato”.

Print Friendly, PDF & Email

L’autore - Chi è Redazione

Redazione

Settimanale d’informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico. I campi contrassegnati sono obbligatori *

*

 

BIGTheme.net • Free Website Templates - Downlaod Full Themes